La tanoressia: distorta percezione del proprio corpo

La tanoressia: l’ossessione dell’abbronzatura, anche d’inverno. Quanto è diffusa? Il dermatologo Matteo Cagnone di Ravenna ha condotto un sondaggio su quattromila persone, spiegando come il fenomeno è: “una dispercezione corporea: come l’anoressico non si vede mai abbastanza magro, così il tanoressico ritiene di non essere mai sufficientemente abbronzato, un eccesso che porta alla dipendenza da abbronzatura. Quasi una predisposizione neurobiochimica che porta il tanoressico ad abbronzarsi ad ogni costo. Il tanoressico non è mai soddisfatto del proprio aspetto, solo l’esposizione continua alla luce diminuisce in lui l’ansia migliorandone il tono dell’umore”.
Questo l’identikit del tanoressico: corporatura magra, tra i 16 e i 40 anni, residente prevalentemente al nord, disidratato per la dieta e per l’eccessiva esposizione al sole. Il loro motto è neri a tutti i costi. Tanoressia, come detto è il termine, formato da “tanning” (abbronzatura) e “anoressia”, che indica un disturbo dovuto all’errata percezione del proprio corpo. Chi è colpito non si vede mai abbronzato, e arriva a dipendere patologicamente dalla tintarella.
Il fenomeno è simile a quello degli anoressici, che non si vedono mai abbastanza magri. La tanoressia, così come l’anoressia, è un disturbo dovuto all’errata percezione del proprio corpo. Alla base del disturbo ci sono le stesse cause dei problemi alimentari: insicurezza e incapacità di accettare la propria immagine.


















































